L'assenza

scritto da innuendi
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A volte il dolore siede sul bordo di un letto
- Nota dell'autore innuendi

Testo: L'assenza
di innuendi

La parte sinistra del letto era fredda.

Le lenzuola, tese, non conservavano più la forma di un corpo.

L’uomo si mise a sedere sul bordo del materasso. Un giorno qualunque, di un anno qualsiasi.
Aprì i cassetti dell’armadio: i vestiti di lei erano ancora lì, ordinati con quella precisione quasi maniacale che aveva sempre avuto. Eppure la stanza non tratteneva più nulla di lei. Né il profumo, né l’odore pungente del bagno schiuma che restava sospeso nell’aria ogni mattina. Sparita. Senza un biglietto, senza una spiegazione, senza lasciare nemmeno il disordine.

Poi il telefono squarciò il silenzio.

L’uomo rispose subito, ma non disse niente. Restò in ascolto.

Dall’altra parte arrivò soltanto un respiro. Breve. Profondo. Pochi secondi di vita che attraversarono la stanza come una mano invisibile. Poi la chiusura immediata della linea.

Il vuoto tornò a premere sulle pareti, più pesante di prima.

L’uomo posò lentamente il telefono. Non c’era disperazione nei suoi gesti. Solo una lucida stanchezza, qualcosa di vicino alla resa.
Forse lei stava dormendo nel letto di un altro uomo. O forse marciva già da qualche parte, dentro un fosso pieno d’acqua o sotto metri di terra bagnata.

Cominciò a camminare per la casa.

Cliccò l’interruttore della cucina.

«Il caffè», disse alla parete. «Lo prendevamo insieme.»

La luce gialla tremò appena.

Cercò di ricordare il fastidio del bagno occupato al mattino, il rumore dei tacchi a spillo sul pavimento, il profilo del suo volto contro la finestra spalancata. Ma più si sforzava, più tutto si sfaldava. I dettagli si ritiravano lentamente, come disegni sulla sabbia cancellati dalla risacca.

Non ricordava un neo.

Non ricordava la curva delle labbra.

Nemmeno il suono preciso della sua risata.

Niente.

L’assenza smise di essere una mancanza e divenne una presenza. Solida. Immobile. Una nebbia silenziosa che si infilava nei mobili, nei muri, dentro la pelle.

L’uomo si sedette sulla poltrona e rimase a guardare la polvere sospesa nel raggio di sole che attraversava la finestra.

Il silenzio della casa sembrava respirare.

Poi un pensiero freddo gli passò lentamente lungo la schiena.

E se quella donna non fosse mai esistita?

 

G.L. - 2026

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